Mappa degli ultimi terremoti in Italia
Dal sito del Centro Nazionale Terremoti
Terremoti ai Castelli Romani
Distribuzione 2005-2009 dei sismi nell'area dei Colli Albani
( si notino le frequenze di Fontana Candida a Nord e Ciampino a Nord-Ovest)
Eventi sismici con epicentro nell'area romana intesa come Colli Albani, Roma, Mar Tirreno, Monti Prenestini, Monti Tiburtini, Monti Cornicolani, Monti Lucretili *
- 15/11/2009: Lanuvio magnitudo 2.2 profondità 9.4 km
- 20/04/2009: Albano/Ariccia magnitudo 2.3 profondità 7.0 km
- 27/03/2009: Albano/Castel Gandolfo magnitudo 2.4 profondità 8.0 km
- 11/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.1
- 09/07/2008: Velletri/Rocca di Papa magnitudo 2.3
- 12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 2.2
- 12/04/2008: Ciampino/Roma magnitudo 3.8
- 19/12/2007: Lanuvio magnitudo 2.2 profondità 10.0 km
- 04/02/2007: Colonna magnitudo 2.3 profondità 9.0 km
- 21/01/2007: Poli magnitudo 2.5 profondità ND km
- 18/03/2006: Colonna/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 8.2 km
- 06/03/2006: Cori magnitudo 3.0 profondità 9.1 km
- 08/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.4 profondità 10.0 km
- 05/01/2006: Colonna/Monte Compatri/Monte Porzio Catone magnitudo 2.7 profondità 10.4 km
- 04/01/2006: Monte Porzio Catone magnitudo 2.3 profondità 10.3 km
- 04/01/2006: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 2.6 profondità 11.1 km
- 22/08/2005: Mar Tirreno magnitudo 4.7 profondità 30.0 km
- 22/03/2005: Ciampino magnitudo 2.3 profondità ND
- 05/10/2004: San Vito Romano/Olevano Romano magnitudo 3.0 profondità 5.6 km
- 14/03/2004: Velletri magnitudo 2.3 profondità ND
- 22/10/2003: Ciampino magnitudo 2.7 profondità ND
- 27/12/2002: Mar Tirreno magnitudo 3.1 profondità 5.0 km
- 05/10/2004: Pisoniano magnitudo 3.7 profondità 17.43 km
- 22/10/2003:Grottaferrata/Marino magnitudo 2.6 profondità ND km
- 19/12/2001: San Vito Romano magnitudo 3.1 profondità 23.08 km
- 20/03/2001: Velletri/Lariano magnitudo 2.8 profondità ND km
- 13/11/2000: Rocca Canterano magnitudo 3.0 profondità 3.99 km
- 28/06/2000: Marano Equo magnitudo 3.0 profondità 8.63 km
- 27/06/2000: Cave/Valmontone magnitudo 3.9 profondità 1.77 km
- 27/06/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.1 profondità ND km
- 11/03/2000: Rocca Canterano magnitudo 4.3 profondità 9.0 km
- 01/11/1999: Monte Porzio Catone magnitudo 2.2 profondità ND km
- 16/09/1998:Poli/Tivoli magnitudo 2.8 profondità ND km
- 06/01/1998:Monti Tiburtini magnitudo III/IV profondità ND km
- 23/11/1997: Lanuvio/Albano magnitudo III/IV profondità ND km
- 06/11/1997: Guidonia Montecelio magnitudo 3.7 profondità 24.10 km
- 09/05/1997: Castelli Romani magnitudo IV/V profondità ND km
- 31/03/1997: Labico/Lariano magnitudo III/IV profondità ND km
- 26/07/1996: Roma/Monte Compatri magnitudo III/IV profondità ND km
- 27/02/1996: Lanuvio magnitudo 2.6 profondità ND km
- 03/11/1995: Zagarolo magnitudo 3.1 profondità ND km
- 12/06/1995: Roma magnitudo VI profondità ND km
- 10/03/1995: Roma magnitudo 3.2 profondità 3.00 km
- 18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.1 profondità ND km
- 18/02/1995: San Cesareo/Zagarolo magnitudo 2.8 profondità ND km
- 07/09/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
- 06/05/1994: Colli Albani magnitudo II/III profondità ND km
- 26/04/1994: Colli Albani magnitudo 2.2 profondità ND km
- 19/06/1990: Palombara Sabina/Moricone/Licenza magnitudo 3.1 profondità 1.88 km
- 17/03/1990: Pomezia magnitudo 3.0 profondità 11.77 km
- 19/12/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 7.47 km
- 15/11/1989: Albano magnitudo 3.1 profondità 5.38 km
- 24/10/1989: Pomezia/Ardea magnitudo 3.0 profondità 6.43 km
- 23/10/1989: Pomezia magnitudo 3.7 profondità 4.18 km
- 28/08/1989: Monte Compatri magnitudo 3.1 profondità 7.13 km
- 23/04/1989: Albano magnitudo 3.0 profondità 4.94 km
- 11/05/1987: Albano/Aprilia/Roma magnitudo 3.2 profondità 11.53 km
- 11/04/1987: Lanuvio magnitudo 3.7 profondità 16.82 km
- 11/04/1987: Cisterna di Latina magnitudo 3.0 profondità 15.60 km
- 14/03/1987: Lanuvio/Aprilia magnitudo 3.0 profondità 1.12 km
- 18/05/1983: Rocca Massima magnitudo 3.1 profondità 18.07 km
- 29/09/1982: Frascati/Monte Porzio Catone magnitudo 3.8 profondità 11.04 km
- 20/05/1981: Rocca di Papa/Nemi magnitudo 3.0 profondità 1.40 km
- 09/05/1981: Velletri/Cisterna di Latina magnitudo 3.1 profondità ND km
- 03/04/1981: Rignano Flaminio magnitudo 3.4 profondità ND km
- 26/12/1927: Colli Albani magnitudo 5.0
- 22/10/1919: Anzio magnitudo 5.4
- 10/04/1911: Frascati magnitudo 3.9
- 21/02/1906: Albano magnitudo 4.4
- 11/03/1902: Frascati magnitudo 4.4
- 24/04/1901: Montelibretti magnitudo 5.2
- 19/07/1899: Colli Albani magnitudo 5.2
- 01/11/1895: Castelporziano magnitudo 4.4
- 12/03/1893: Albano magnitudo 4.2
- 22/01/1892: Colli Albani magnitudo 4.7
- 17/01/1886: Albano magnitudo 5.0
- 07/08/1884: Rocca di Papa magnitudo 4.4
- 06/02/1884: Albano magnitudo 5.0
- 02/09/1883: Frascati magnitudo 4.2
- 16/03/1883: Albano magnitudo 4.7
- 12/03/1878: Castel San Pietro magnitudo 4.7
- 16/08/1877: Rocca di Papa magnitudo 4.2
- 26/10/1876: Palestrina magnitudo 4.7
- 12/12/1861: Rocca di Papa magnitudo 4.7
- 29/06/1855: Frascati magnitudo 4.2
- 17/07/1844: Palestrina magnitudo 4.8
- 01/06/1829: Colli Albani magnitudo 4.7
- 22/03/1812: Roma magnitudo 4.7
- 18/02/1811: Roma magnitudo 4.5
- 13/07/1810: Albano magnitudo 5.0
- 26/08/1806: Colli Albani magnitudo 5.6
- 29/12/1800: Velletri magnitudo 5.0
- ND/03/1784: Albano magnitudo 4.4
- 24/09/1782: Rocca di Papa magnitudo 5.0
- 25/02/1781: Albano magnitudo 4.2
- 22/06/1773: Albano magnitudo 4.2
- ND/03/1773: Colli Albani magnitudo 4.7
- 08/06/1754: Rocca di Papa magnitudo 4.4
- 28/01/1750: Albano magnitudo 4.4
- 17/09/1748: Frascati magnitudo 4.4
- 06/06/1577: Velletri magnitudo 4.4
- 19/01/1484: Monterotondo magnitudo 4.7
- 02/02/1438: Grottaferrata magnitudo 5.4
- 17/03/1404: Roma magnitudo 4.1
- 27/01/1091: Roma magnitudo 5.1
- 29/04/801: Roma magnitudo 5.4
- 06/08/618: Roma magnitudo 4.3
- ND/ND/484: Roma magnitudo 5.4
- ND/ND/443: Roma magnitudo 5.6
- ND/ND/275: Roma magnitudo 4.5
- ND/ND/262: Roma magnitudo 4.5
- 19/10/223: Roma magnitudo 4.3
- 17/09/223: Roma magnitudo 4.3
- 09/09/223: Roma magnitudo 4.3
- ND/ND/217: Roma magnitudo 4.3
- ND/ND/191: Roma magnitudo 3.9
- ND/ND/51: Roma magnitudo 5.6
- ND/ND/15: Roma magnitudo 5.4
- ND/04/-56: Colli Albani magnitudo ND
- ND/ND/-72: Roma magnitudo 5.4
- ND/ND/-83: Roma magnitudo 5.4
- ND/09/-179: Roma magnitudo 4.3
- ND/ND/-192: Roma magnitudo 4.3
- ND/ND/-461: Roma magnitudo 4.5
Dati tratti da:
- Archivio Terremoti 2003-2008
- Catalogo Forti Terremoti
- Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani
- Catalogo della Sismicità Italiana 1981-2002
- ISIDE
- Sismicità Italiana per Regione - Lazio
Articoli sui terremoti dei Colli Albani
A lezione di sisma di Enzo Boschi (dal Corriere della Sera 14 giugno 1995)
Roma sperimenta sporadicamente terremoti sensibili per la popolazione, e ancor piu' raramente terremoti abbastanza forti da produrre modesti danni alle strutture. Questi terremoti "romani" possono essere suddivisi in tre grandi categorie: 1) I terremoti appenninici, in genere eventi distruttivi all' epicentro che vengono risentiti fortemente fino alle coste adriatiche e tirreniche. Terremoti di questo tipo, l' ultimo dei quali e' stato quello che ha devastato Avezzano e la Marsica nel 1915 uccidendo oltre 30.000 persone, vengono risentiti a Roma con intensita' fino all' VIII grado della scala Mercalli. Ad Esempio, il Colosseo e' stato ripetutamente danneggiato da eventi di provenienza appenninica agli inizi del V secolo, tra il 484 e il 508, nell' 801, nel 1349, nel 1703. Restauri completati nel 1815 consentirono al Colosseo di soppravvivere senza alcun danno al terremoto del 1915, che tuttavia dannegia' almeno 50 chiese nel centro di roma. 2) I terremoti della zona dei Castelli Romani, eventi legati alla fase terminativa dell' attivita' vulcanica che ha modellato questa zona. I terremoti dei Castelli si presentano o in sciami, come quelli del maggio del 1981 e dell' aprile del 1989, che possono dare anche migliaia di scosse in prevalenza strumentali nell' arco di diversi mesi, o in scosse isolate come quelle che colpirono Frascati nel 1899 e Nemi nel 1927. I piu' forti di questi terremoti, che non hanno mai superato l' VIII grado della scala Mercalli, vengono risentiti nei quartieri sudorientali della citta' anche se con effetti molto limitati. 3) I terremoti della fascia costiera i piu' infrequenti e "anomali". Questi eventi sono un' altra conseguenza dello stesso processo di distensione crostale che ha generato il vulcanismo dei Castelli Romani e al quale e' dovuta l' evoluzione geodinamica recente del bacino tirrenico. Oltre che da piccoli terremoti, questa attivita' crostale e' documentata dall' esistenza di numerose manifestazioni idrotermali fredde con emissione di gas profondi, come ad esempio nell' area di Cava dei Selci, Zolforata e Lavinio. Il terremoto odierno appartiene a quest' ultimo gruppo e curiosamente rappresenta una replica quasi perfetta di un terremoto avvenuto quasi esattamente un secolo fa, il 1 novembre del 1895. Entrambe le scosse hanno avuto i massimi effetti, valutabili circa al VI grado della scala Mercalli, nella zona di Castel Romano, Castel di Decima, Castel di Leva, Castel Porziano. Tuttavia, come suggeriscono anche questi toponimi, quel terremoto passo' quasi del tutto inosservato perche' la zona che ne fu maggiormente colpita aveva un bassissimo grado di urbanizzazione ed ospitava per lo piu' grandi estensioni agricole. Al contrario, il terremoto odierno ha avuto effetti sensibili in quartieri sorti in tempi recenti o recentissimi, come l' Eur, Spinaceto, Ostia, gettando nel panico diverse centinaia di migliaia di cittadini. Un insegnamento che se ne puo' trarre e' che uno stesso terremoto puo' avere effetti diversissimi in funzione delle scelte insediative e urbanistiche e delle misure preventive adottate nell' area che ne viene colpita. Ulteriori informazioni sulla sismicita' della zona di Roma e sugli effetti dei terremoti del passato sul suo tessuto urbano sono contenute in una monografia curata dal nostro Istituto.
Sotto i piedi di Roma si agita un vulcano di Franco Foresta Martin (dal Corriere della Sera del 18 giugno 1995)
Sembrava totalmente inattivo da almeno 20 mila anni il Vulcano Laziale, quel grande complesso di colline e di crateri riempiti d' acqua e trasformati in laghi che si estende ai piedi di Roma, nella localita' dei cosiddetti Castelli Romani. E invece da' segni di rinnovata attivita' . In alcuni punti il suolo lievita e si solleva di alcune decine di centimetri. Si puo' parlare di un vero e proprio "bradisismo", simile a quello dei Campi Flegrei. La scoperta, recentissima, ci viene segnalata dai ricercatori dell' Istituto nazionale di Geofisica (Ing), proprio all' indomani delle numerose scosse di terremoto avvertite la scorsa settimana a Roma. "L' evidenza del sollevamento in atto l' abbiamo avuta pochi mesi fa, nel corso di una campagna di misure effettuata lungo una linea di livellazione munita di capisaldi che attraversa i Castelli", spiega il sismologo Alessandro Amato, uno degli autori della ricerca. "Questa linea di una quarantina di km si sviluppa lungo le localita' di Capannelle, via Appia, Frattocchie, Laghi di Albano, Nemi e Genzano, Velletri e Cisterna di Latina. Le sue quote erano state misurate due volte, nel 1890 e nel 1951 dall' Istituto Geografico Militare". E da sottolineare il fatto che la linea attraversa la zona a piu' elevata sismicita' del Vulcano Laziale, quella dei Laghi, dove periodicamente si manifestano gli sciami di terremoti, ultimi quelli del maggio 1981 e dell' aprile 1989. Ebbene, un confronto fra le misure di livello mostra che mentre nel periodo fra il 1890 e il 1951 il sollevamento massimo dei capisaldi esistenti sul Vulcano Laziale e' stato solo di qualche centimetro, fra il 1951 e oggi e' di 30 centimetri. "Per di piu' siamo convinti che il grosso di questo sollevamento . aggiunge il dottor Amati . sia avvenuto dal 1980 a oggi, e cioe' dopo la piu' recente ripresa della sismicita' . Infatti negli anni ' 50, ' 60 e ' 70 la sismicita' della zona e' stata trascurabile. Tutti questi fatti pongono inevitabilmente delle domande. Cosa c' e' sotto il Vulcano Laziale? Esiste ancora una camera magmatica attiva, capace di dare luogo a eruzioni?". Per rispondere a queste domande il presidente dell' Ing, professor Enzo Boschi, ha deciso di porre sotto stretto controllo tutta l' area con un moderno sistema di monitoraggio microsismico attivato alla fine del 1994 e tuttora in fase di ampliamento. Inoltre le vecchie registrazioni degli sciami sismici sono state rianalizzate con la tecnica della "tomografia sismica" che consente di raggiungere elevate risoluzioni. "La crosta al di sotto del Vulcano Laziale si presenta molto eterogenea. Almeno fino a 6 km di profondita' non abbiamo trovato indizi di una grande camera magmatica con roccia fusa. Ma non possiamo escludere la presenza di piccole sacche attive al di sotto dei nostri limiti di risoluzione". Conclude il dottor Amato: "In ogni caso, per spiegare il sollevamento pensiamo ad aumenti di pressione di fluidi profondi, e quindi a processi vulcanici ancora attivi".
* Consideriamo solo scosse di magnitudo > 2.0: la frequenza maggiore di scosse negli ultimi anni non indica necessariamente un intensificarsi della frequenza degli eventi. In grassetto le scosse di intensità superiore a 4.2 gradi Richter (III Mercalli), in rosso quelle di intensità maggiore di 4.8 gradi Richter (V Mercalli). I dati relativi a sismi antichi sono dedotti per quanto riguarda magnitudo ed epicentro da fonti storiche.
